POLITICA DELLA CASA: MA DI QUALE POLITICA STANNO PARLANDO?

 

Dichiarazione di Gabriella Cecchi e Francesco Romizi, candidati Arezzo 2020, per cambiare a sinistra La pubblicazione intitolata “Il futuro è già qui”, presentata il 3 marzo scorso dal sindaco Ghinelli e spacciata per “bilancio sociale” del Comune, contiene informazioni spesso raffazzonate e non veritiere: lo scopo appare decisamente mistificatorio.Eccone un esempio concreto. A pagina 100 si trova scritto: “Riguardo le politiche della casa, tra le attività più significative messe in atto, il finanziamento della progettazione preliminare e definitiva degli interventi di bonifica sugli edifici pubblici contaminati da amianto, grazie al bando del Ministero dell’ambiente. Queste risorse sono state funzionali anche per la rimozione dell’amianto presente nel complesso edilizio di via Malpighi, questione rimasta irrisolta per molti anni.”

Vediamo come realmente sono andate le cose.

  1. In premessa ricordiamo che gli alloggi popolari sono proprietà del Comune, gestiti da una società pubblica, Arezzo Casa spa. Dai comunicati-stampa dell’assessore alla casa, Nisini, si desume che nel 2017 il Comune di Arezzo avrebbe partecipato a un bando del Ministero dell’Ambiente per ottenere contributi destinati alla rimozione dell’amianto dagli edifici pubblici (Legge 221/2015, art. 56, comma 7). Ma nelle graduatorie del Ministero il Comune di Arezzo non compare. E allora che fine avrebbe fatto il progetto comunale? E’ mai entrato in graduatoria? A quanto ammonta il finanziamento ottenuto? Per quali edifici comunali sarebbe stato utilizzato? Noi abbiamo una sola risposta: di questo finanziamento non si trova traccia.
  2. Dunque, se il finanziamento non esiste, di sicuro non è servito a rimuovere l’amianto in via Malpighi. La bonifica dall’amianto di questo grande complesso di alloggi popolari è questione che, nel corso degli anni, gli amministratori e i tecnici di Arezzo Casa spa e del Comune hanno seguito con attenzione, osservando i pareri dell’Ufficio prevenzione dell’ASL, mettendo in sicurezza le coperture, eliminando l’amianto dai singoli alloggi rimasti vuoti, prima di assegnarli ad altre famiglie. Fino a che, aderendo al Piano nazionale per la Casa del 2014 – prima che arrivassero Ghinelli e la sua collaboratrice Nisini – è iniziato il percorso tecnico-amministrativo per chiedere i finanziamenti della Legge 80/2014, art. 4.
  3. Arezzo Casa spa ha predisposto il progetto e la linea di finanziamento oltre un anno prima della famosa “tromba d’aria” che ha danneggiato i tetti di via Malpighi. Le risorse ottenute hanno consentito anche lavori di miglioria, in varie parti dell’edificio. La spesa complessiva, a carico di Arezzo Casa spa, ha superato 400 mila euro. Buona parte dei lavori è stata ultimata nel 2018.
  4. La giunta comunale, quando ha trovato un po’ di risorse (nel bilancio 2018), ha impegnato 60-70 mila euro per contribuire al rifacimento del tetto soltanto per il lato non abitativo dell’edificio, occupato da locali ad uso pubblico.

Dunque quasi tutti i lavori sono stati realizzati con i fondi del Piano Casa 2014, su progettazione e intervento di Arezzo Casa spa. E NON come scritto nel “bilancio sociale” del Comune, a pagina 100.

  1. E adesso un po’ di storia locale. Il complesso abitativo di via Malpighi (oltre cento alloggi costruiti alla fine degli anni ’70 e consegnati nel 1982) è stato progettato dal fior fiore dei professionisti aretini, tra i quali l’ing. Luigi Lucherini. Come tanti altri tecnici del tempo, anche loro evidentemente ritenevano l’amianto un materiale edilizio leggero, a buon prezzo, coibentante e di facile montaggio. L’amianto c’è negli edifici, pubblici e privati, residenziali e industriali, costruiti fino al 1992, ad Arezzo e in tutta Italia. Questa è la realtà, purtroppo; la soluzione del problema appare tutt’altro che facile.
  2. Con squallido opportunismo politico, l’assessore Nisini ha utilizzato la vicenda di via Malpighi per interesse personale, per accreditarsi nel cerchio magico di Salvini, utilizzando allo scopo gli assegnatari impauriti, portando in via Malpighi i suoi sodali della Lega (Maroni e altri) e di Casa Pound. E infatti Lorenzo Roggi, detto Lollo (vi ricordate i colloqui segretamente registrati nella stanza del sindaco?), che i requisiti di appartenenza li ha proprio tutti, è stato nominato, niente meno, presidente di Arezzo Casa spa. Eppure dal suo curriculum emerge un solo titolo prestigioso: “Segreterio particolare per senatore segreterio Tiziana Nisini c/o Senato della Repubblica italiana” (frase testuale, dal sito di Arezzo casa spa).

Questa è la verità che emerge dai fatti, che il “bilancio sociale” della giunta Ghinelli, a pagina 100, ha cercato di taroccare. Di questa pubblicazione abbiamo più volte parlato e scritto, con dovizia di particolari. Ma, per quanto ci riguarda, la vicenda non è conclusa. Altri aspetti meritano ancora di essere approfonditi.

Gabriella Cecchi, Francesco Romizi Lista AREZZO 2020 per cambiare a sinistra

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