LA STRAGE CONTINUA DEL LAVORO. SOLO IERI QUATTRO MORTI

Se ne parla su Rassegna Sindacale. Nel giro di poche ore quattro  uomini sono morti sul lavoro ieri in Italia. Un incidente mortale si è verificato a Verona, dove  un operaio di 52 anni è rimasto ucciso mentre stava lavorando in una cava di Montorio, alle porte del capoluogo scaligero. La vittima è rimasta schiacciata da un braccio meccanico utilizzato per il sollevamento dei materiali. Quando sono arrivati i soccorsi con gli operatori del 118 l’uomo era già morto.Seconda vittima in Umbria, dove un uomo di 59 anni è morto travolto da una motofalciatrice. Il fatto è accaduto a Collemancio di Cannara, in
provincia di Perugia. Sul posto, attorno alle 13, sono intervenuti i carabinieri, i vigili del fuoco e i sanitari del 118, ma per lui non c’è stato purtroppo nulla da fare. I militari stanno ora ricostruendo la dinamica dell’accaduto.Sempre stamattina, un operaio è morto a Reggio Emilia. Aveva 45 anni e ad ucciderlo è stata l’esplosione che si è verificata all’interno dell’ex inceneritore Iren di via Dei Gonzaga a Villa Sesso, nella prima periferia della città. Stando alle prime ricostruzioni il dipendentedi una ditta esterna (la multiutility Iren) stava lavorando alla manutenzione di un silos di vetroresina, attraverso un cestello che si trovava all’altezza di 5 metri. In seguito alla deflagrazione – per ragioni ancora in corso di accertamento – l’uomo è stato sbalzato a terra ed è morto sul colpo. Cgil, Cisl e Uil di Reggio Emilia hanno proclamato, per domani, 10 ottobre, quattro ore di sciopero dei lavoratori della multiutility Iren. Davanti all’impianto ci sara’ anche un presidio di quattro ore.Infine, a Bologna è morto un autotrasportatore rimasto schiacciato fra il proprio autocarro e il muro deparcheggiato il mezzo, probabilmente per fare alcune consegne. Dalla prima ricostruzione, il freno i fronte al numero di incidenti che ci sono e continuano a crescere. Ovviamente colpiscono molto quelli mortali ma in realtà c’è un tasso di infortuni e di malattie professionali che continua a crescere: sono gli effetti di una lunga stagione di deregolamentazione, di precarietà, di una logica di risparmio sulle condizioni della persona”. Lo ha detto, a margine del primo Festival della formazione sindacale a Bologna, il segretario generale della Cgil,Susanna Camusso commentando le morti sul lavoro. A giudizio di Camusso, “quello che più colpisce è che nonostante aver sollecitato un dibattito parlamentare, e aver sollevato questa questione con il  Oggi il lavoratore è considerato un oggetto e non una persona, lo dimostrano le continue disgrazie sul lavoro, appalti su appalti, nessuna prevenzione, le imprese mirano solo al risparmio economico poi se un operaio muore pazienza, ma non è ciò che prevede la costituzione, è fondata sul lavoro per vivere non per morire. Il governo ,chiunque sia, deve obbligare le imprese ad una maggior prevenzione per dare sicurezza nei posti di lavoro e noi della CGIL dobbiamo lottare uniti per far si che non si muoia più per un tozzo di pane.

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