COLOR GLASS: PASSA ODG ZUCCHINI PER DELOCALIZZAZIONE E TAVOLO TECNICO IN COMMISSIONE

CONTRARI FD’I E LEGA: “NON SERVE A TROVARE UN ACCORDO”. ASTENUTI CASTELLO CAMBIA E TIFERNO INSIEME: “TARDIVO, PRIMA I DATIAnticipato su proposta del capogruppo della Sinistra Giovanni Procelli e tra le proteste delle minoranze, l’ordine del giorno per la delocalizzazione di Color Glass è stato approvato dalla maggioranza (Pd,Psi e LA Sinistra), l’astensione di Tiferno Insieme e Castello Cambia, il voto contrario di Lega e Fratelli d’Italia. L’odg era stato presentato dal capogruppo del Pd Gaetano Zucchini in occasione del consiglio comunale, chiesto dalle opposizioni, a seguito dell’ordinanza sindacale di riapertura dell’azienda di Trestina. Nel dettaglio il documento propone in seno alla Commissione Assetto del territorio una valutazione sulla “possibile delocalizzazione della Color Glass a distanza di sicurezza dei centri abitati e da funzioni sensibili; verificare in fase transitoria nell’ottica della delocalizzazione la possibilità di riprendere trasformazione e lavorazione del materiale, vincolato alle decisioni della Conferenza dei servizi, l’installazione di centraline di monitoraggio costante sui camini e sul sito” ed infine un termine chiaro per fare tutte queste cose.

L’anticipazione. È stato Giovanni Procelli, La Sinistra, a chiedere di anticipare l’odg, “per l’importanza dell’argomento e visto che nell’assemblea di Trestina c’erano poche persone del territorio”.  Alterco tra Vincenzo Tofanelli presidente del Consiglio comunale e Nicola Morini, capogruppo di Tiferno Insieme, sulla decisione “non d’ufficio” di portare in discussione la proposta, mettendo in attesa gli altri argomenti in scaletta, fermi da diverse sedute”. “È la prassi che ho seguito finora” ha replicato Tofanelli, che in sede di voto si asterrà davanti al sì della maggioranza e no compatto delle opposizioni.  Valerio Mancini, consigliere della Lega, si è rivolto a Procelli: “in quanto presidente della commissione Assetto del territorio, può portare l’odg nell’organismo dove ci sono decine di atti in attesa, applichi l’urgenza prima nell’organismo che gestisce. I nostri atti sono sempre in fondo alla scaletta. La Color Glass è l’argomento univoco del consiglio? E gli altri 40mila cittadini? Vogliamo ignorare sempre il nostro 15%?”. Vincenzo Bucci, capogruppo di Castello Cambia, ha parlato di una sollecitazione “poco comprensibile. Abbiamo fatto tante iniziative su questa azienda e posso anche condividere nello specifico. Ma prima discutiamo in commissione. Notizie nuove dopo l’assemblea di Trestina non le abbiamo. Non vedo l’esigenza di questa accelerazione. Nelle commissioni ci sono problemi aperti: la seduta sulla Dogre attende da cinque mesi”. Luciano Tavernelli, consigliere del PD, ha spiegato che “c’è bisogno di un percorso istituzionale. Vorremmo intraprendere una strada per trovare una soluzione e pensiamo che debba passare per il Comune”. Morini sull’ordine del lavori ha detto che “La maggioranza chiede sempre di sospendere i lavori del consiglio. Non ci sono argomenti urgenti o meno. L’ordine del giorno è frutto di un accordo, non è arbitrario. Quando si va a modificare a favore di una parte politica, il presidente se ne deve assumere la responsabilità. Noi siamo disponibili a discuterlo tutto. Votiamo contro la sua proposta e quella del consigliere Procelli”. Andrea Lignani Marchesani, capogruppo di Fratelli d’Italia, ha fatto presente a Tofanelli che “astenendosi sulle proposte di modifica all’ordine del giorno, lei vota contro se stesso”.

Color Glass andrà in Commissione Assetto del Territorio. Una volta posto in discussione, Gaetano Zucchini, capogruppo del PD, ha illustrato il documento, dicendosi stupito “delle reazioni delle opposizioni alla proposta di Procelli, anche da parte di chi condivide il merito. Ho preso un impegno di fronte a 200 persone di attivarmi il prima possibile a portare la questione della delocalizzazione sul tavolo di istituzionale con tutti gli attori compresa la popolazione di Trestina. Non capisco l’agitazione che vi pervade, la richiesta è solo questa, anche sulla base delle aperture verso la delocalizzazione di alcuni consiglieri della minoranza”.

Vincenzo Bucci, capogruppo di Castello Cambia, ha detto che “sarebbe dovuto essere Zucchini a chiedere l’anticipazione. Tofanelli faccia il presidente del consiglio e non della maggioranza, lei si ingabbia su una logica di appartenenza. A parte l’omertà anche dei consiglieri che abitano a Trestina, che hanno coperto questa situazione, con quale legittimazione pensate di parlare di delocalizzazione se non abbiamo i dati, se non sappiamo se inquina. Il problema è politico ed è di questa Amministrazione”.

Andrea Lignani Marchesani, capogruppo di Fratelli d’Italia, ha precisato che nel comunicato “di Mancini, Marchetti, Rigucci e mio, l’Amministrazione deve parlare con atti non con un tavolo tecnico. Nelle maglie di un accordo politico e diplomatico, per velocizzare, la commissione può lavorare con gli uffici per trovare un sito alternativo. L’azienda accetta lo spostamento ma non vuole altre pressioni in futuro. Questo percorso in una commissione non si fa e quindi perderemo tempo. Non voglio togliere podestà al consiglio ma neanche illudere che abbia tutto questo potere. La Commissione debba occuparsi esclusivamente del potenziale sito alternativo, mentre deve essere compito di un tavolo tecnico curare gli aspetti della vicenda”.

Vittorio Vincenti, consigliere di Tiferno Insieme, ha suggerito di aspettare “se l’azienda riapre, viste le molte prescrizioni, che sembrano adombrare che prima qualcosa non andava. Aspettiamo di sapere se fino a ieri abbiamo rispettato qualcosa che non andava. L’odg del Pd è valevole ma tardiva, basta guardare come è cambiata la posizione della maggioranza. Dal punto di vista tecnico la Commissione può ragionare su un’ipotesi di accordo e noi paghiamo le tasse per avere quella Conferenza dei servizi che doveva verificare che non ci fossero problemi. Siamo a favore dell’atto politico ma avrei preferito un più esplicito Non ci piace che l’azienda stia a Trestina. L’apertura del tavolo tecnico va contro o in parallelo alla Conferenza dei servizi? Piuttosto chiediamo alla Regione di invitare il Comitato in quella sede. Solo ora siete garantisti, prima avete difeso Color Glass a denti stretti”.

Luciano Tavernelli, consigliere del PD, ha detto “anche noi vorremmo che gli atti siano desecretati. Sollecitiamo una conclusione rapida. Noi ci siamo impegnati fin dall’inizio, ascoltando sempre il Comitato e facendolo sedere davanti all’azienda. Può accadere di nuovo questo dialogo. Ho sempre perseguito la trasparenza. Oggi vi abbiamo coinvolto addirittura nella convocazione di una commissione perché vogliamo condividere con il consiglio comunale. È una presa d’atto tardiva? Solo noi abbiamo proposto la compatibilità urbanistica, voi avete convocato una seduta il 20 agosto. Ci sta a cuore la salute dei cittadini e vogliamo un percorso trasparente, oltre gli accordi riservati, per arrivare ad una soluzione. La Conferenza dei servizi ha bisogno del parere del consiglio comunale, dei cittadini, del comitato, per evitare muro contro muro e decidere nei luoghi istituzionali .

Vittorio Morani, capogruppo del PSI, ha detto che “la Color Glass è un argomento che va affrontato nei modi giusti. Il capogruppo Zucchini a Trestina ha parlato dell’ordine del giorno, firmato dalla maggioranza, per incanalare l’affare Color Glass nell’alveo della Commissione Assetto del territorio per una soluzione che accontenti tutti: verificare se l’azienda è disposta a valutare una delocalizzazione; accantonerei l’abuso edilizio; l’azienda ha prescrizioni molto severe come il monitoraggio ambientale con le centraline. Il lato opposto della medaglia sono i campionamenti interni all’azienda che hanno dato esito negativo. La cittadinanza di Trestina merita fiducia e sicurezza. L’odg tiene conto di tutto, fa proposte e noi siamo favorevoli”.

Mirco Pescari, consigliere del Pd, ha detto che “di speculazioni antipolitiche ne abbiamo viste tante su Color Glass. Le problematiche sono due: se ci sono analisi secretate è interesse anche nostro conoscerle. Tutti abbiamo dubbi. Non possiamo entrare nelle vicende della magistratura ma sulle questioni della politica ci vuole la verità. La raccolta di firme di 20 cittadini se non ci fosse stata la Splendorini non avrebbe avuto tanto risalto. Della Splendorini non si parla più perché le elezioni lì ci sono già state. Lo studio a cui tutti hanno fatto riferimento è commissionato dall’azienda ed è un attestato di serietà. Non è Seveso. La politica deve riappropriarsi del compito di risolvere i problemi con il dialogo con tutti. E’ più utile questo ordine del giorno che il consiglio imposto dalle minoranze”.

Giovanni Procelli si è rivolto a Mancini dicendo che “le commissioni riescono quando ci sono tutti i soggetti. Su Color Glass ne abbiamo parlato fino alla nausea. Una parte politica ci voleva mettere il cappello. Noi andremo avanti”.

Luciano Bacchetta, sindaco di Città di Castello, ha ricordato il comunicato di Lega e Fratelli d’Italia molto affine all’odg  Zucchini: “Non ci dividiamo. Ci sono state strumentalizzazioni politiche e un sindaco in questi contesti può agire solo in base alla legge sulla base di atti di soggetti competenti, non conta l’opinione personale. Alcuni mesi fa invitai ad una maggiore prudenza. Lo reitero. L’obiettivo della delocalizzazione è una strada efficace ma non si può prescindere dal consenso dell’azienda. Ben venga la conferenza di servizi, nella commissione però i consiglieri hanno più libertà di intervenire. Evitiamo le demonizzazioni, che se sono infondate, provocano reazioni. Va bene tutto ma dobbiamo riportare il dibattito ad un livello di serenità. Sullo sfondo c’è anche la proprietà dell’immobile. Dobbiamo essere istituzione: l’odg va bene ma non possiamo obbligare nessuno. La cosa che mi sconcerta è che tante persone non credono alle valutazioni di Arpa e c’è mancanza di fiducia dei cittadini verso l’azienda. Con questo clima, se fossi l’azienda una riflessione la farei. Ma senza imposizione”.

Dichiarazioni di voto. Zucchini ha chiuso dicendo che “oggi riportiamo nel giusto alveo la discussione: al tavolo istituzionale. Mi dispiace per chi non ha dato un contributo”. Nella dichiarazione di voto,  Morini, ha annunciato “benevola astensione, perché l’odg ha un peso politico. La maggioranza si è accorta che a Trestina c’è un problema Color Glass. La politica può fare molto perché scrive le leggi: le nuove prescrizioni della Regione sono l’ammissione di errore di valutazione quando l’azienda è stata dichiarata non assoggettabile a Via. Impegno per risolvere la situazione; sfiducia nei confronti dell’azienda, mentre prima l’avevo. Qualcuno ha avvelenato i pozzi e non è stato solo il comitato. Le istituzioni non possono essere prese in giro”. Bucci ha detto “di aver scritto tutti gli interventi per prudenza e le minacce che si intravvedono velatamente dall’azienda o dai proprietari dell’immobile significa che la situazione non è tranquilla. Oggi ho scoperto che ci sono rapporti e contatti tra azienda, proprietari e politica e non vorrei che l’elemento reale sia una proposta di delocalizzazione dell’attività. Quando abbiamo sollevato il problema Color Glass, ci avete tolto la parola. Oggi non abbiamo elementi per pensare che la delocalizzazione si possibile. Ci asterremo e vedremo che direte in commissione”.  Mancini, consigliere della Lega, ha definito l’odg “inopportuno nel calendario e nell’ultimo punto fa riferimento ad un tempo per realizzare la delocalizzazione. Io ho proposto dei distretti funzionali per l’economia circolare per non disseminarle. Votiamo contro, è incompleto, fantasioso. Governate da sempre e non avete mai trovato soluzioni”. Lignani Marchesani si è associato al voto contrario della Lega: “Il nostro comunicato è differente. Non prende in giro i cittadini. I contatti con l’azienda ci sono stati. L’azienda se si mette in regola, rimane dov’è. I rapporti informali sono la strada per trovare la soluzione non la commissione. Se Comitato ed azienda cominceranno a dialogo, chiederò venia e sarò contento di essermi sbagliato”.

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