CONSIGLIO COMUNALE: OK AL RICONOSCIMENTO DEL DEBITO FUORI BILANCIO RELATIVO ALLA TASSA DI CONCESSIONE PER I CELLULARI

Con i 15 voti favorevoli della maggioranza di Centrosinistra (Pd, Psi, La Sinistra), il pronunciamento contrario di Fratelli d’Italia, M5S e Forza Italia, e le astensioni di Tiferno Insieme e Castello Cambia con Emanuela Arcaleni (mentre il consigliere dello stesso gruppo Vincenzo Bucci è uscito dall’emiciclo al momento del voto), il consiglio comunale ha proceduto al riconoscimento della legittimità del debito fuori bilancio derivante dalla sentenza della Sezione Tributaria Civile della Corte di Cassazione del 27 settembre 2017, per effetto della quale il Comune dovrà pagare l’importo di 23 mila 631,92 euro a saldo della tassa di concessione governativa per apparecchi di telefonia mobile relativa agli anni 2003, 2004, 2005 e 2006. Contestualmente l’assemblea ha preso atto che la spesa è finanziata con le risorse iscritte nell’esercizio 2018 del bilancio di previsione 2018 – 2020 e ha dato mandato agli uffici competenti di provvedere a tutti gli adempimenti. L’assessore Riccardo Carletti ha ripercorso l’iter della vicenda relativa a una controversa applicazione della tassa di concessione governativa per l’impiego di telefoni cellulari, partito nel 2006 con la notifica del verbale di constatazione da parte della Guardia di Finanza e concluso dalla sentenza della Corte di Cassazione, che ha rigettato l’opposizione del Comune al ricorso proposto dall’Agenzia delle Entrate rispetto alla sentenza del 2011 della Commissione Tributaria Regionale dell’Umbria, favorevole all’ente tifernate. “C’erano tutte le premesse giurisprudenziali a giustificare l’opposizione del Comune, anche in Cassazione, a una assoggettabilità al pagamento di questa tassa che all’epoca appariva indebita”, ha spiegato Carletti a proposito della gestione della situazione da parte dell’amministrazione comunale, con la dirigente del Settore Finanze e Tributi Gigliola Del Gaia che ha fatto presente come l’approccio giurisrudenziale all’intera questione sia stato rivisto alla luce del pronunciamento della Corte di Giustizia europea del 2015, con cui è stato dichiarato legittimo che i comuni dovessero pagare la tassa di concessione, in quanto non considerati enti alla stregua delle amministrazioni centrali dello Stato. I consiglieri Marco Gasperi (M5S) e Cesare Sassolini (Forza Italia) hanno chiesto chiarimenti sulla documentazione, con particolare riferimento alla relazione al bilancio di previsione del collegio dei revisori dei conti, che dichiara l’inesistenza di debiti fuori bilancio, al bollettino Mav per il pagamento e alla barratura della casella del pagamento rateizzato sulla cartella di pagamento dell’Agenzia delle Entrate, in presenza, invece, del saldo in unica soluzione preannunciato dall’ente. Sassolini, ha chiesto conto in particolare del perché l’amministrazione non abbia optato per la dilazione del pagamento in 72 rate da 346 euro al mese. A contestare la scelta del Comune di opporsi in giudizio, “che alla fine ha fatto lievitare la spesa comprensiva delle spese legali di 25-26 mila euro in dieci anni”, è stato Andrea Lignani Marchesani (Fratelli d’Italia), il quale ha evidenziato come il  Comune “non possa avere la mentalità di evitare il più possibile di pagare”. Il sindaco Luciano Bacchetta è intervenuto per chiarire che “pur in una situazione complessa, tutti gli atti compiuti sono stati formalmente corretti, con totale buona fede e senza pressapochismo”. Nel ricordare come nella vicenda siano stati coinvolti molti altri comuni all’epoca, Gaetano Zucchini (Pd) ha escluso una responsabilità politica, esprimendo la propria contrarietà alla rateizzazione e un giudizio comunque negativo su una tassa che andrebbe rivista. “Nulla da eccepire” per il consigliere Vincenzo Bucci (Castello Cambia), con Luciano Tavernelli (Pd), che ha giudicato il debito fuori bilancio non paragonabile a quelli classici in cui può incorrere l’amministrazione, specialmente in difetto di copertura finanziaria, condividendo la scelta di pagare subito, “in quanto poi gli ammortamenti tolgono economie per il futuro”. Nel richiamare l’esigenza di approfittare delle riunioni delle commissioni competenti per certe eccezioni tecniche avanzate dai consiglieri, l’assessore al Bilancio Michele Bettarelli ha invitato quanti prospettavano un voto negativo di fronte a una sentenza della Cassazione a valutare le implicazione in termini di possibili responsabilità. Dalla dirigente Del Gaia sono arrivati i chiarimenti tecnici sulle questioni sollevate dalla minoranza, che sono state ricondotte a mere fattispecie procedurali nel caso della documentazione dell’Agenzia delle Entrate e a un pronunciamento dei revisori orientato a escludere altri debiti fuori bilancio, oltre a quello già previsto. La stessa dirigente ha rassicurato sul fatto che non rappresenti alcun problema per l’amministrazione sostenere il pagamento di 23 mila euro, già iscritto con l’apposita copertura per l’esercizio 2018, su un bilancio da 37 milioni per la parte corrente. “Pagheremo entro 10 aprile senza incorrere in ulteriori spese”, ha garantito Del Gaia.

CONSIGLIO COMUNALE: APPROVATO IL BILANCIO DI PREVISIONE 2018-2020

Con i 15 voti favorevoli della maggioranza di Centrosinistra (Pd, Psi, La Sinistra) e i sette voti contrari della minoranza (Lega Nord, M5S, Forza Italia, Fratelli d’Italia, Tiferno Insieme e Castello Cambia), il consiglio comunale ha approvato il bilancio di previsione finanziaria 2018-2020. Con la stessa espressione di voto, l’assemblea ha approvato anche la verifica della quantità e qualità di aree e fabbricati da destinare alla residenza, alle attività produttive e terziarie, le aliquote e le detrazioni per l’anno 2018 della Tasi, il piano economico finanziario della Tari per il triennio 2018-2020 e la relativa articolazione tariffaria.

Relazione al bilancio. Il vice sindaco con delega in materia Michele Bettarelli ha parlato di un bilancio in sicurezza, nonostante i tagli ai trasferimenti statali ammontino a quasi 8 milioni negli ultimi sette anni. “Conserviamo una capacità di spesa notevole sui 37milioni che compongono la manovra economica del 2018”, ha chiarito l’assessore, che ha richiamato l’attenzione sul dato dell’invarianza tributaria, con l’unico ritocco riguardante il taglio del 5 per cento della Tari, calata negli ultimi tre anni del 16 per cento, e un Irpef con fasce progressive tra le più favorevoli nella regione. “Oggi – ha detto Bettarelli – a Città di Castello la Tari è tra le più basse in Umbria, considerando che, su un’utenza domestica media con un’abitazione di 100 metri quadrati, nel 2018 a Orvieto si paga il 25 per cento in più, a Bastia l’11 per cento in più, a Perugia il 44 per cento in più, a Foligno il 9 per cento in più e a Umbertide il 27 per cento in più”. A questo proposito l’assessore ha dato conto del fatto che sia stato recepito l’indirizzo di un ordine del giorno delle minoranze a prima firma del consigliere Nicola Morini, che era stato votato all’unanimità in consiglio comunale, con l’inserimento di 20 mila euro per sgravi della Tari sulla base di parametri Isee sotto gli 8 mila euro e sia stata prevista, tra le altre agevolazioni, una riduzione signficativa per cento per il piccolo commercio. Sulle tariffe, l’intervento del Comune ha riguardato, da un lato, l’adeguamento del costo delle mense scolastiche, con aumenti nell’ordine dei 30 centesimi su buoni pasto fermi da circa sette anni e l’impegno a bloccare il costo per i prossimi cinque anni in sede di rinnovo dell’appalto, e, dall’altro, l’adeguamento di alcune fasce Isee per trasporti, “che venivamo sovrasfruttate perché alte”. Bettarelli ha chiarito che la scelta politica alla base del bilancio di previsione sia stata anche quella di mantenere i servizi e le agevolazioni per famiglie e fasce deboli, destinando all’intervento sulle politiche sociali 6 milioni 280 mila euro e confermando l’impegno finanziario del Comune per continuare ad assicurare la presenza sul territorio di presidi come la caserma dei Carabinieri di Trestina, del giudice di pace, dell’Agenzia delle Entrate. “Continuiamo a sostenere i costi a supporto dello sport – ha aggiunto l’assessore – dove abbiamo 14 mila tesserati in 40 diverse discipline e 60 impianti di cui due terzi di proprietà pubblica, della cultura e del turismo, con la conferma di tutta una serie di manifestazioni come il Festival delle Nazioni, la Mostra del Fumetto, Cdcinema, la Mostra del Tartufo, Only Wine, la Mostra dei Presepi, il Premio Letterario Città di Castello, la Mostra del Libro Antico, Calibro, il mantenimento della stagione di prosa e della stagione teatrale per i ragazzi, con l’aggiunta di un cartellone per le compagnie locali”. Bettarelli si è anche soffermato sull’impulso al piano delle assunzioni, con l’avviso per il comandante della Polizia Municipale, la previsione di tre assunzioni per vigili urbani e altre numero professionalità, tra cui il geologo e l’ingegnere impiantista. Sul Piano dei lavori pubblici, accanto a piazza dell’Archeologia, alle mura urbiche, piazzale Ferri, palazzo Vitelli a Sant’Egidio, l’adeguamento normativo delle scuole, sono stati segnalati, tra gli altri, gli interventi sull’illuminazione e l’arredo della nuova biblioteca comunale, “con la previsione a bilancio di somme per il 2018 a copertura dei costi di gestione di questo servizio – ha detto Bettarelli – a testimonianza dell’esistenza delle condizioni per un’apertura entro l’anno”. Ultimo accenno è stato fatto al rinnovo del protocollo d’intesa con le attività del centro storico, che concede sgravi del 50 per cento sul Cosap per l’utilizzo pubblico dei bagni, la distribuzione di materiale promozionale e la garanzia dell’apertura in determinate giornate dell’anno.

Dibattito. Di “un bilancio che mostra un attivo, dinamico, che ha capacità di tenere sotto controllo i conti, guardare al futuro e garantire i servizi”, ha parlato Mirko Pescari (Pd), il quale ha accolto favorevolmente la destinazione al Sociale del 16 per cento della spesa corrente, la previsione di investimenti nel centro storico, l’avvio di Agenda Urbana, sollecitando però l’accelerazione delle valutazioni sulle domande di concessione degli sgravi della Tari presentate dalle aziende. L’esponente della maggioranza ha, inoltre, proposto un’azione di riqualificazione della spesa per destinare risorse a studi sulla situazione economica e sulle prospettive della città e all’incentivazione dell’insediamento residenziale e commerciale del centro storico. “Nel 2016 era stata prefigurata una città all’arrembaggio, ma noi vediamo una città sulla difensiva”, ha dichiarato Andrea Lignani Marchesani (Fratelli d’Italia), che ha rilevato poche differenze con il bilancio dell’anno scorso, ha manifestato perplessità sulla modulazione delle fasce Irpef e ha individuato tra le previsioni pluriennali una “briglia più sciolta per le multe della Polizia Municipale”. Il consigliere ha segnalato, poi, la preoccupazione per il fatto che molte delle tariffe mantenute invariate abbiano un riverbero pesantissimo, come nel caso dei debiti che continua a generare Polisport. A dare atto all’assessore e agli uffici competenti di “aver portato avanti un ottimo lavoro, mettendo in sicurezza il bilancio per i prossimi anni”, è stato Vittorio Morani (Psi), che ha espresso soddisfazione per le importanti risorse destinate al sociale e all’adeguamento alle norme delle scuole, manifestando l’aspettativa che la variante generale al Prg possa innescare positivi meccanismi di sviluppo, ma anche significativi introiti dai permessi di costruire. Nel segnalare la preoccupazione per la recente ondata di furti, Morani ha sollecitato un ulteriore impulso all’installazione degli impianti di videosorveglianza, a cominciare dagli svincoli della E45. Emanuela Arcaleni (Castello Cambia) ha dato appuntamento al bilancio consuntivo per valutare la reale efficacia di quanto prospettato, stigmatizzando la scarsa partecipazione delle scelte con la comunità, “il cui coinvolgimento è stato limitato ai soli sindacati, mentre non sono stati sentiti affatto i giovani e i residenti delle frazioni”. La mancanza di azioni di rivitalizzazione del centro storico, le politiche culturali e promozionali, con l’assenza di manifestazioni nei primi quattro mesi dell’anno e una gestione museale con 13 mila euro di ricavi e 190 mila di costi, sono altri elementi critici rilevati da Arcaleni, che ha lamentato il mancato adeguamento normativo del regolamento edilizio e ha espresso preoccupazione per le segnalazioni dei revisori dei conti sulla situazione della Mostra del Cavallo e sull’esigenza di accantonare risorse per il contenzioso. Di un’amministrazione che continua a negare l’evidenza, facendo promesse senza mantenerle ha parlato Marco Gasperi (M5S), che ha deplorato la mancanza di interventi concreti sul versante delle agevolazioni per chi risiede e lavora nel centro storico e sulla cura delle strade, sottolineando la scarsa corrispondenza tra l’idea di tagli e incentivazioni che si trasmette e le reali ricadute sulla comunità. “Nel Masterplan – ha puntualizzato – si parla di azioni a supporto delle piccole e medie imprese con un’impronta ecologica, ma poi c’è una mia mozione sul tema depositata da oltre un anno e mezzo alla quale non si dà risposta”. A lamentare la scarsa attenzione per le aziende e lo sviluppo economico, la poca sensibilità per le famiglie, è stato Cesare Sassolini (Forza Italia), che ha parlato di un’applicazione della Tari che penalizza chi realizza fabbricati destinati alla vendita finché resta tale destinazione e non siano locati, senza prevedere incentivi per l’edilizia e  per l’indotto. Sulla Tari Sassolini ha ritenuto “inaccettabile che non ci siano incentivi per il centro storico, mentre si prevedono aliquote elevate per attività di ortofrutta, pescheria, fiori e piante e pizza al taglio, simili a quelle per le banche, e non vengono adeguatamente tutelate le piccole attività”. “Secondo me ci sono iniquità e non posso essere favorevole a scelte fatte per pura logica contabile”, ha detto, chiedendo per la Tari una valutazione più puntuale sulla reale condizione economica dei cittadini e non solo sulla dimensione delle loro proprietà. Nel chiarire di condividere l’impostazione del bilancio, Giovanni Procelli (La Sinistra) ha sottolineato l’attenzione a temi di Sinistra come il sociale, con la casa della salute al vecchio ospedale e il nuovo centro Alzheimer; il lavoro, con nuove assunzioni in Comune; la casa, con i 10 locali per appartamenti nella zona industriale nord per le fasce deboli; la scuola e l’istruzione, con la valorizzazione di Villa Montesca, la conferma del progetto “Cosa farò da grande”, l’impulso all’attività dell’Asp Bufalini; la sicurezza, con nuove dotazioni per la polizia municipale e la videosorveglianza; la cultura, con la riapertura della biblioteca comunale. Procelli ha, infine, sollevato la necessità di rompere l’isolamento dell’Altotevere con un’azione comune tra sindaci umbri e toscani per la  E78 e la E45. “Ripetere gli stessi numeri da anni sugli stessi obiettivi con una logica di mantenimento dei costi non è sufficiente oggi a far fronte alle difficoltà economiche”, ha detto Vincenzo Bucci (Castello Cambia), che ha riconosciuto i tentativi di abbassare tariffe, come sui rifiuti per le utenze domestiche, “dove comunque – ha rilevato – non si sono colte opportunità vere provenienti dalla gestione di un’azienda come Sogepu, che ha un fatturato pari al 50 per cento del bilancio comunale anche grazie a conferimenti in discarica oltre le previsioni”. “I risultati finanziari della maggiore partecipata del Comune devono essere utilizzati nella prospettiva dello sviluppo”, ha osservato Bucci nel contestare la mera gestione dell’esistente, senza alcuna iniziativa di rilancio, ad esempio per il centro storico. “Vi ringrazio per quello che fate bene per questa città”, ha esordito Nicola Morini (Tiferno Insieme), che ha sottolineato la volontà di non criticare a priori e dare, invece, un contributo costruttivo. Pur plaudendo all’investimento per il sociale, il consigliere ha chiesto un controllo di gestione analitico che guardi a come i soldi vengono spesi nei servizi, ad esempio per garantire l’attività dei nidi. Nel dare atto della significativa riduzione della Tari, Morini ha citato Spoleto, “dove a parità di condizioni una famiglia paga il 20 per cento in meno”, auspicando che i 20 mila euro per gli sgravi della tassa sui rifiuti possano essere incrementati anche a 60 mila euro e si possano sostenere le famiglie con figli, applicando un quoziente familiare nelle politiche fiscali e nei servizi. L’ultimo riferimento Morini l’ha fatto per la previsione dell’introduzione della tassa di soggiorno nel 2019, giudicandola “un errore, perché la città non ha la vocazione turistica per sostenerla”. Puntualizzando il segnale positivo del mantenimento dei servizi e del sostegno alle famiglie e alle fasce deboli, Luciano Tavernelli (Pd) ha condiviso la necessità di partecipare le scelte con la comunità e di porre attenzione a situazioni come la Mostra del Cavallo, sottolineando l’impegno dell’ente sul versante della manutenzione stradale. “La seconda metà della legislatura deve essere finalizzata a recuperare la vivibilità nel centro storico, favorendo l’insediamento di nuove famiglie e attività attraverso facilitazioni sulle tariffe, ma anche penalizzando chi lascia sfitti e abbandonati gli edifici. “I bilanci non sono più libri dei sogni, lo impongono le leggi, i tempi che viviamo e le scadenze”, ha affermato il sindaco Luciano Bacchetta, il quale ha ricordato la destinazione nel passato mandato amministrativo di quasi 2 milioni di euro per le strade comunali. “Abbiamo un territorio molto vasto e migliaia di chilometri di strade – ha puntualizzato il primo cittadino – quindi sappiamo che investimenti anche consistenti non saranno sufficienti, anche se faremo tutto il possibile, sapendo che il bilancio va tenuto in sicurezza”. Nel chiarire che sia già previsto nel 2018 un nuovo investimento sulla videosorveglianza, Bacchetta ha ricondotto a una maggiore complessità il tema della sicurezza, pur evidenziando il contributo che potrà venire dal nuovo comandante della Polizia Municipale e dal reclutamento di altri vigili urbani. Quanto alla ricaduta dei positivi dati finanziari di Sogepu, il sindaco ha preannunciato che in sede di approvazione del bilancio consuntivo dell’azienda ci sarà un dividendo per il Comune che sarà reinvestito quasi esclusivamente sul sociale. Sulla Tari Bacchetta ha ritenuto “improponibile il confronto con Spoleto, dove c’è un’azienda partecipata che gestisce anche il gas oltre ai rifiuti e al servizio idrico”, e ha chiarito che la giunta non ha intenzione di fare di Belladanza la discarica della regione, ma il punto di riferimento dell’Alta Umbria se Sogepu vincerà la gara per la gestione dei rifiuti. “Quanto alla tassa di soggiorno che siamo gli unici a non avere – ha osservato il sindaco – concordo che, pur essenso legittima, sarebbe meglio evitarla per incentivare il turismo, pertanto faremo una valutazione esclusivamente politica e non contabile rispetto alla previsione tecnica della sua introduzione”. A proposito del centro storico, Bacchetta ha giudicato “un intervento intelligente la lettera firmata da alcuni cittadini in questi giorni, perché tocca aspetti come il traffico e la sosta sui quali dobbiamo intervenire con una riflessione che sappia andare oltre gli investimenti importanti sulla riqualificazione per dare risposte a chi vive e lavora in questa parte della città”. “Da qui a fine mandato ci attendono grandi sfide, che dovremo affrontare anche con la consapevolezza che i Comuni sono chiamati a risolvere le questioni economiche in maniera diversa dal passato – ha sostenuto Bacchetta – senza pensare a risorse solo pubbliche, ma coinvolgendo operatori privati negli interventi, perché altrimenti grandi investimenti non si possono fare”. In sede di replica al dibattito, l’assessore Bettarelli si è soffermato sugli investimenti per la manutenzione delle strade, cui il Comune ha destinato 300 mila euro nel 2017 e 200 mila nel 2018, con oltre 50 mila euro per interventi di somma urgenza per le buche. “La tassa di soggiorno non è sul bilancio di quest’anno – ha chiarito – ma è stata individuata, senza che ci sia un vincolo, una posta in entrata per il 2019 con una previsione di 150 mila euro finalizzata allo sviluppo del turismo, nell’ambito di un ragionamento che abbiamo avviato e che porteremo avanti insieme agli operatori, anche nella prospettiva dell’introduzione innovazioni e di servizi aggiuntivi come il biglietto unico turistico per i visitatori”. Per il centro storico, assieme ai tantissimi gli investimenti – ha rimarcato Bettarelli – si tratta di continuare sulle politiche di incentivazioni che abbiamo avviato per riqualificazione, facilitazione della residenzialità, sgravi per le attività, ma dobbiamo fare di più”. “A Spoleto mi risulta un meno 9 per cento sulla Tari, mentre sull’Irpef, se non ci sono grandi differenze di importi derivanti dalla progressione delle aliquote, il dato importante è la soglia di esenzione a 13 mila euro, più alta che altrove”, ha aggiunto l’assessore. In sede di dichiarazioni di voto, Gaetano Zucchini (Pd) ha ammesso di non comprendere il pronunciamento negativo anticipato da alcuni consiglieri, a fronte di risultati indiscutibili nella gestione del bilancio, “che – ha detto – è in sicurezza, conferma l’invarianza tributaria e un forte impegno nel  recupero dei crediti, importanti investimenti, l’impegno in Agenda Urbana, il potenziamento dei Vigili Urbani, 4 milioni per politiche sociali, 8 milioni per sviluppo sostenibile e ambiente, 2 milioni per il diritto allo studio e 1 milione per lo sport”. “In questo bilancio, che è in sicurezza nonostante sia ingessato dal patto di stabilità e dall’obiettivo del pareggio, ci sono fatti e non chiacchiere”, ha sostenuto Ursula Masciarri (Psi), che ha evidenziato interventi come la diminuzione della Tari, la garanzia di servizi fondamentali per la comunità, politiche di sgravi e agevolazioni per le fasce deboli. “Sul centro storico c’è tutta la disponibilità a fare di più, oltre ai grandi investimenti”, ha puntualizzato la rappresentante della maggioranza, che ha espresso soddisfazione per le azioni sul versante culturale, come il biglietto unico per i musei e per le iniziative dedicate al cinquecentenario della morte di Raffaello Sanzio. Nel ribadire le difficoltà nell’esaminare il bilancio dovute alla tempistica di consegna e alle modalità di redazione, Valerio Mancini (Lega Nord), si è soffermato sull’esigenza di ottimizzare le risorse umane dell’amministrazione, in considerazione di una spesa per il personale tuttora considerevole, e sull’opportunità che i Comuni virtuosi siano sostenuti dal Governo centrale. Nel giudicare favorevolmente l’investimento sul sociale, Mancini ha però rilevato che “le risorse si frammentano in mille rivoli senza beneficio ai bisognosi veri, ma rischiando di favorire i tanti furbi che dimorano nel nostro comune”

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