Borse di plastica in materiale leggero

In quest’ultimo periodo si riscontra un acceso “dibattito” mediatico in merito alla questione legata alla decisione del Legislatore di “adeguare” la normativa nazionale a quella comunitaria in materia di utilizzo di borse / sacchetti di plastica.Al fine di dare attuazione alla Direttiva comunitaria n. 720/2015 in materia di riduzione dell’utilizzo di borse di plastica in materiale leggero / ultraleggero, il Legislatore, con l’art. 9-bis, DL n. 91/2017 ha previsto:

 il divieto di commercializzazione delle borse di plastica in materiale leggero;

 la progressiva riduzione della commercializzazione delle borse di plastica in materiale ultraleggeroLa novità in esame non interessa soltanto i supermercati relativamente ai prodotti “da pesare” ma in generale tutti gli esercizi che utilizzano le borse / sacchetti in esame Con l’aggiunta del nuovo art. 226-bis, D.Lgs. n. 152/2006, è previsto, fermo restando la commercializzazione delle borse di plastica biodegradabili e compostabili, il divieto della commercializzazione delle borse di plastica in materiale leggero per il trasporto, nonché delle altre borse di plastica non aventi le caratteristiche indicate nella legge. Le suddette borse di plastica non possono essere distribuite gratuitamente e il prezzo di vendita per singola unità deve risultare dallo scontrino o fattura d’acquisto delle merci o dei prodotti trasportati per il loro tramite”  Con l’aggiunta del nuovo art. 226-ter, D.Lgs. n. 152/2006, è prevista, al fine di conseguire una diminuzione delle borse di plastica, una progressiva riduzione della commercializzazione delle borse di plastica in materia ultraleggero diverse da quelle aventi determinate caratteristiche di biodegradabilità e compostabilità.

T

Le violazioni dei citati artt. 226-bis e 226-ter sono punite con la sanzione da € 2.500 a € 25.000, incrementata di 4 volte del massimo nel caso in cui “la violazione del divieto riguarda ingenti quantitativi di borse di plastica, oppure un valore di queste ultime superiore al 10 per cento del fatturato del trasgressore”, ovvero in presenza di diciture o altri mezzi elusivi.

 

A seguito delle novità sopra accennate, a decorrere dall’1.1.2018, i commercianti non potranno più omaggiare le borse / sacchetti utilizzate dai clienti:

 quali contenitori di alimenti sfusi / ai fini igienici (ad esempio, frutta, ortaggi, prodotti

gastronomici, macelleria, ecc.);

 per il trasporto della merce acquistata.

L’obbligo in esame non interessa le borse in carta / tessuti di fibre naturali / poliammide o in materiali diversi da polimeri.

Per tali borse è quindi richiesto l’addebito al cliente del prezzo di cessione delle stesse.

Considerato che la norma non prevede il “prezzo” da addebitare al cliente, la quantificazione del corrispettivo è a discrezione del singolo commerciante (ad esempio, € 0,01 / € 0,02 / € 0,03).

a cessione delle borse / sacchetti in esame costituisce un’operazione imponibile ai fini IVA.

A tal fine assume rilevanza il regime IVA applicato dal commercian

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