SERVIZIO IDRICO: “ESPERIENZA NON POSITIVA, BISOGNA MIGLIORARE”

IL CONSIGLIO BOCCIA LA MOZIONE DI CASTELLO CAMBIA MA RICONVOCHERA’ A SETTEMBRE I VERTICI DI UMBRACQUESarà riconvocata a settembre la commissione congiunta Economia e Servizi del comune di Città di Castello alla presenza dei vertici di Umbracque per verificare quale degli impegni assunti sono stati rispettati: questa la prospettiva emersa sulla base di una mozione molto critica di Castello Cambia sul servizio idrico integrato. Il documento non è passato (14 voti contrari della maggioranza, 8 favorevoli di M5stelle, Tiferno Insieme, Castello Cambia, Forza Italia e Fratelli d’Italia) ma, con accenti e posizioni diverse tra maggioranza e minoranze, l’assemblea ha definito in termini negativi l’esperienza amministrativa legata alla gestione di Umbracque, all’epoca della Legge Galli (anni 90), e ribadito la necessità di intervenire sulle criticità maggiori: qualità del servizio, rapporto con gli utenti, tariffe, investimenti. “L’argomento è stato affrontato dopo il guasto occorso del centro storico qualche mese fa, ma anche oggi per dodici ore a Meltina è mancata l’acqua” ha detto Vincenzo Bucci, capogruppo di Castello Cambia, presentando il documento. “La commissione con i vertici di Umbracque ha confermato le difficoltà di gestione ma non ha sciolto i nodi politici: la lievitazione delle bollette, la periodicità della fatturazione, le criticità dell’informatizzazione onerosissima, fatta ricadere sui cittadini, che si lamentano anche perché Umbracque non ha indicato chiaramente la possibilità di rateizzare nè dove prendere informazioni. Inoltre hanno ribadito come gli investimenti siano possibili a patto che siano sostenuti dalla tariffa. Anch’io, a suo tempo, ho detto sì ad Umbracque. Faccio autocritica e mi chiedo come posso migliorare la situazione in questo caso e negli altri casi, come le partecipate, dove c’è sperpero di denaro pubblico. Essendo il sindaco membro dell’Auri, dovrebbe proporre una serie di cambiamenti. Alcuni ne avanzo in questa sede: un consiglio comunale congiunto con gli altri comuni per discutere il piano d’ambito e il rispetto della carta del servizio; la qualità e la quantità del servizio, la tariffazione dal 1989 ad oggi, i rapporti di Umbra Acque con il privato, Acea, il ripristino di una struttura tecnico-amministrativa in pianta stabile, con operatori locali che hanno conoscenza della rete, un’apertura adeguata dello sportello del cittadino, l’estensione degli impianti ad aree non ancora servite, quali S. Martin d’Upò, parte di Croce di Ferro, l’acquedotto Lugnano-Petrelle e l’aggiornamento della cartografia. Dibattito. Gaetano Zucchini, capogruppo del Pd, ha invitato Bucci “a non minacciare petizioni ma fare politica dentro le istituzioni. Non abbiamo mai difeso il servizio idrico. Le sue preoccupazioni sono le nostre. Ma alcuni interrogativi sono stati chiariti. Inoltre i consigli comunali non possono essere passerelle o sfogatoi. Le bollette pesanti sono una lamentela ricorrente negli ultimi tempi. Chiedo il ritiro della mozione, superata dai fatti e di riconvocare Umbriacque a settembre per verificare quali degli impegni assunti con noi sono stati rispettati su tariffe, bollette, sportello, investimenti”. Riccardo Marchetti, capogruppo della Lega Nord, ha detto che “Le 40 ore di apertura dell’Ufficio non ci sono, andando contro il mandato del consiglio comunale che rappresenta 40mila cittadini, gli allacci sono onerosi ma non tempestivi, le bollette altissime. Sì al consiglio comunale aperto con i cittadini. Le linee sono vetuste, le rotture quotidiane”. Mirko Pescari, consigliere del Pd, ha fatto riferimento all’autocritica di Bucci sulle scelte degli anni 90: “i sistemi idrici integrati sono stati il primo esempio di privatizzazione dei beni comuni, quando il privato sembrava la panacea. Noi abbiamo scelto la peggiore del Centro Italia: Acea. Allora il sindaco Città di Castello si allineò alle indicazioni di Perugia. Sono d’accordo con Bucci, non con la traduzione politica: dobbiamo cercare di far funzionare questo sbaglio per il bene dei cittadini”. “Qui si è accusato un ex sindaco ma c’è una continuità politica ed amministrativa. In quella maggioranza non c’era solo Bucci ma c’erano anche gli assessori Bacchetta e Cestini” ha detto il capogruppo Andrea Lignani Marchesani “anche l’attuale assessore regionale Cecchini era della partita. Pescari se la prende con Orsini solo perché ha cambiato schieramento. E’ come ora sputare su Fini. Dobbiamo cambiare la governance ma nell’immediato verifichiamo l’arrivo delle bollette e la rateizzazione, che poteva essere automatica. A posteriori, 80 giorni dopo la commissione, mi sento preso in giro dall’amministratore delegato Carfì. Parliamo di un bene pubblico: è giusto pagare un servizio ma non l’acqua”. Cesare Sassolini, capogruppo di Forza Italia, ha precisato che “Noi non votammo a favore e fu un’espressione di vigilanza. Noi non ci fidavamo ma lasciammo la palla alla maggioranza che sosteneva fortemente l’operazione. Ci astenemmo ma siccome tutti riconoscono che è stato un fallimento, il sindaco dovrebbe essere il primo ad protestare. Lei dovrebbe valutare anche una class action, la firmerebbero tutti i cittadini. E’ un servizio essenziale in monopolio”.

“Nella commissione con Umbracque non chiarimmo nulla” ha detto Marco Gasperi, capogruppo del Movimento Cinque Stelle “ci furono domande senza risposta tranne una negativa: ogni investimento non sarebbe assorbito prima che si presenti la necessità di altri investimenti. Potremmo risparmiare a Carfì la commissione e invitarlo ad un consiglio comunale aperto. Il sistema informatico deve essere rifatto? Costa sei milioni di euro? Non riusciamo a pagare neanche le tubature rotte. Carfì dice che le cartografie non ci sono: facciamole altrimenti riparare i guasti diventa costosissimo. Non rinvanghiamo il passato. I problemi li abbiamo adesso e ci siete voi seduti sui banchi della maggioranza, non sono di natura politica ma tecnica e idrica”.  Emanuela Arcaleni, consigliere di Castello Cambia, ha precisato che “In commissione Carfì ha detto che le migliorie ricadrebbero sulle spalle dei cittadini. Ma le tariffe delle regioni centrali sono le più care. Per gli umbri gli aumenti dal 2007 sono del 51 per cento. I problemi sono politici e sta all’Auri risolverli”.  Per Vittorio Morani, capogruppo del Psi, “dopo così poco tempo la situazione non può essere rivoluzionata ma alcuni passi sono stati fatti. L’impegno dei vertici ha riguardato due milioni di euro per investimenti, il prolungamento dell’apertura dello sportello fino a 11 ore settimanali, il sistema informatico libererà personale per la manutenzione, ci saranno molti lavori fin dal 2017. Il costo dell’acqua su una famiglia media di tre persone è la più bassa dell’Umbria. La tariffa, 2.00 al metro cubo, si colloca nella media nazionale; in altri paesi arriva a sei. Si potrebbe fare meglio ma lo Stato non mette un euro. Le dichiarazioni di Bucci sono legittime e sono state discusse in commissione. Ci sono alcune sofferenze ma l’Amministrazione saprà superarle”. Nelle dichiarazioni di voto Giovanni Procelli, capogruppo della Sinistra, nelle dichiarazioni di voto, ha sottolineato che “In Commissione sono stato durissimo, se fossi stato qui, allora, sarei stato l’unico a votare contro quell’accordo”. L’assessore. Massimo Massetti, assessore all’Ambiente, ha definito condivisibile in alcune parti il documento di Castello Cambia. “Quando fu votata l’adesione all’Ato, sembrava una buona idea. Anch’io l’ho votata. Ma oggi dico che quel progetto poteva essere migliorato anche se il comune non avrebbe mai potuto sostenere gli interventi fatti in questi anni. Il guasto di stamattina è stato risolto, secondo la comunicazione di Umbracque: la perdita è stata sul sistema antincendio della scuola Pascoli. Ha comportato la sospensione idrica del serbatoio di San Benedetto sulle zone di Meltina e limitrofe. L’erogazione è stata ripristinata. Le questioni poste da Bucci sono state affrontate in commissione e le tariffe le fa l’Autorità nazionale. Sugli uffici c’è già un’istruttoria dell’Auri per aprire uffici commerciali sostenibili con il costo di gestione, senza aumenti. La legge parla di uno sportello provinciale e punti di ascolto locali. Le squadre operative sul luogo ci sono, composte da alcuni dipendenti di Città di Castello, altri sono andati in pensione. Gli operatori di call center sono undici in più. La cartografia andrà rielaborata su supporto informatico. L’impianto di potabilizzazione di Citerna è in fase di prova, sarà inaugurato a fine mese. Carfì è disponibile a tornare in commissione anche prima della pausa estiva”. Il sindaco. “Pescari ha fatto riferimento ad un clima politico, il post Tangentopoli, l’era dei tecnici” ha detto il sindaco Luciano Bacchetta “la maggioranza votò a favore del Sistema Idrico e la minoranza si astenne. Città di Castello non può uscire da Umbracque. Il problema è politico. Dobbiamo fare in modo che il pubblico orienti le decisioni. Dobbiamo tentare un’operazione seria in cui si eleva il confronto con Umbracque. Riconvochiamo la commissione e cerchiamo di trovare proposte condivise che vadano incontro ai cittadini”. “Al di là della fase dei tecnici, che ci fu” ha detto Nicola Morini, capogruppo di Tiferno Insieme “condividiamo la mozione e l’idea del consiglio comunale aperto agli altri comuni per coinvolgerli”. Nella replica Bucci ha precisato che “la mozione indica il sindaco come il soggetto centrale dell’iniziativa. Perché non valutiamo da qui al 2027, se è opportuno rimanere? Il documento vuole essere un sostegno al sindaco per cambiare le cose”. Nelle dichiarazioni di voto Giovanni Procelli, capogruppo della Sinistra, nelle dichiarazioni di voto, ha sottolineato che “In Commissione sono stato durissimo, se fossi stato qui, allora, sarei stato l’unico a votare contro quell’accordo”

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