TEATRO COMUNALE MARIO SPINA CASTIGLION FIORENTINO AUDITORIUM LE FORNACI TERRANUOVA BRACCIOLINI

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Prosegue venerdì 2 dicembre alle ore 21.00 la Stagione di prosa del Teatro Comunale Mario Spina in collaborazione con la Fondazione Toscana Spettacolo con lo spettacolo IL RE DEI GIRGENTI di e con Massimo Schuster, Fabio Monti, tratto dal romanzo di Andrea Camilleri (ed. Sellerio)Le scene e i costumi sono di  Norma Angelini, le marionette Anton Duša, Jana Pogorielová. Una produzione EmmeA’ Teatro/Théâtre de l’Arcen-Terre/L’Estive-Scène Nationale de Foix et de l’Ariège Quella de Il re di Girgenti è un’epica contadina e siciliana, ma non per questo meno universale. Mescolando elementi storici e fiabeschi sullo sfondo della Sicilia dei primi anni del Settecento, la storia si snoda in un susseguirsi di avvenimenti tragicomici che accompagnano il contadino Zosimo dalla nascita alla morte, attraverso la sua effimera salita sul trono di Agrigento. I numerosi personaggi della storia, alcuni grotteschi, altri profondamente umani, sono innanzitutto dei tipi, delle maschere. Da qui la scelta di mettere in scena dei pupi che, meglio di qualsiasi attore, si adeguano a una drammaturgia al tempo stesso eroica e quotidiana. Il pupo, che trae la sua forza espressiva dai suoi limiti, è epico proprio in virtù del suo essere monolitico:  incapace di uno sviluppo psicologico, ma meravigliosamente in grado di offrirci un verosimile spaccato della nostra condizione umana.

Venerdì 2 dicembre alle ore procede la Stagione di Diffusioni, che per questa serata si sposta all’Auditorium di Loro Ciuffenna, con Residenza artistica under 35. Previste due repliche: h. 21.15 • 22.00 (max 30 persone, prenotazione obbligatoria • biglietto unico: € 5)

Lo è studio aperto al pubblico a seguito della residenza artistica La Compagnia è Cantiere Artaud, l’idea e creazione Sara Bonci, Ciro Gallorano con Sara Bonci, Chiara Cappelli, Ciro Gallorano, Filippo Mugnai e cast in via di definizione I brandelli di luce che ci rimangono è il primo passo di un progetto di residenza artistica biennale che Cantiere Artaud, ospite di KanterStrasse, sta svolgendo fra Terranuova Bracciolini e Loro Ciuffenna. In principio è una pagina bianca, che aspetta di essere riempita da un’idea, frutto di una ricerca meticolosa e di un desiderio folle. Nel vuoto di questo niente è germogliato Cecità di José Saramago. Volevamo immergerci nel suo universo annebbiato, capirlo da dentro e cercare di decifrarlo attraverso il linguaggio contemporaneo. Il degrado e l’odio di cui parla l’autore portoghese ci è parso così vicino a quello dei giorni nostri che abbiamo voluto proseguire la nostra indagine in direzione di tutti quegli artisti, Shakespeare, Dürrenmatt, Pinter, Sarah Kane, che della cecità fisica, mentale e metaforica hanno fatto la propria ossessione. Di questo viaggio letterario ne abbiamo estrapolato un percorso artistico e sensoriale, attraverso i colori e i suoni, le luci e le ombre, in cui il pubblico possa essere travolto emotivamente e fisicamente da ciò che lo circonda

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