I consiglieri provinciali accolgano le osservazioni al Piano Interprovinciale Rifiuti

tenti fausto
Tra poco dovrebbe essere discusso e poi approvato dai Consigli Provinciali di Arezzo, Siena e Grosseto il
Piano Interprovinciale Rifiuti (P.I.R.) dell’ATO Toscana Sud, adottato il 6.2.2014. Il giugno successivo alcune
associazioni ambientaliste e partiti (compreso il nostro) presentarono puntuali osservazioni, la prima delle quali è stata rafforzata da fatti accaduti dall’anno scorso ad oggi, che quindi la rendono facilmente – e secondo me ancor più logicamente – accoglibile dai consiglieri in sede di approvazione. Tale osservazione, infatti, chiede di sostituire gli anni 2010-2025 delle previsioni di piano sulla evoluzione
della produzione di rifiuti con gli anni – più congrui e appropriati – 2012-2027: non ha proprio alcun senso,
nel 2014, prendere come base di partenza delle simulazioni l’anno 2010, quando avevamo già a disposizione i dati certificati ARRR 2012…Non sarà mica che – essendo la produzione rifiuti del 2010 molto più alta del 2012 (a livello di ATO, 601.000 t. a confronto di 557.000 t.) – si compie la solita “furbata” di sovrastimare la previsione futura sulla produzione di rifiuti, al fine esclusivamente di voler giustificare la costruzione o l’ampliamento dell’impiantistica di smaltimento, così da sovradimensionarla, senza nessun
motivo? Come diceva il Divo Giulio, a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca…Tra l’altro, come dicevo sopra, avendo ad oggi a disposizione i dati ARRR 2014, che hanno certificato una produzione di rifiuti nell’ATO Sud di nemmeno 550.000 t., detta osservazione è stata rinforzata: infatti, nel Pianoadottato anno scorso erano state previste, appunto a fine 2014, 601.000 t., oltre 51.000 t. in più rispetto alla realtà…Nella sostanza sono stati prodotti circa l’8,71% di rifiuti in meno rispetto alle simulazioni. La 2^ osservazione dovrebbe essere accolta per dimostrare che la politica sa essere coraggiosa nelle scelte e potrebbe, se solo volesse, sottrarsi alle pressioni interessate delle lobbies: infatti, essa chiede di
scegliere (appunto…) tra i vari scenari messi a disposizione dai tecnici, quello individuato come “Stima di produzione dei rifiuti tendenziale con prevenzione”, che tiene conto sia di interventi attivi di prevenzione che di politiche di deassimilazione, al posto di quello scelto in sede di adozione, cioè “Stima di stabilizzazione”, che invece non prevede assolutamente nulla per la prevenzione della produzione e lascia intatto lo status-quo…
Anche la 3^ osservazione non dovrebbe incontrare ostacoli: appare infatti del tutto incongrua, sulla scorta della stragrande maggioranza delle esperienze acquisite e reperibili ovunque, una percentuale di scarti del 15% su un livello di differenziazione del 70%! Tale % elevata di RD, raggiungibile solo ed esclusivamente tramite la raccolta domiciliare, il cd. porta-a-porta, genera un’alta qualità di materiale differenziato e quindi una quantità minima di impurità, che non può superare il 5%… Detto questo, se i consiglieri provinciali avessero il “coraggio” di effettuare una scelta politica lungimirante
e che guarda davvero al futuro, accoglierebbero le 3 osservazioni…Ciò comporterebbe lo stralcio dal Piano anche della previsione dell’ipotizzato incremento della potenzialità termovalorizzatrice dell’impianto di San Zeno, sia sotto la forma di repowering dell’attuale impianto, sia sotto la forma di un nuovo
impianto: infatti, i 2 attuali inceneritori di ATO Sud hanno una potenzialità autorizzata di 71.000 t/a Poggibonsi e 42.000 t/a San Zeno (t/a 113.000) in grado di garantire – per l’oggi e per il domani l’autosufficienza di ambito…

Fausto Tenti Arezzo, 30.10.2015 (Segretario provinciale Arezzo PRC)

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