Giornata Mondiale conto il fumo

31 maggio,  Giornata mondiale contro il fumo di tabacco e Giornata del Respiro

fumo

Domani al San Donato postazione con materiali informativi e possibilità di effettuare gratuitamente la misurazione delle funzionalità respiratoria e una valutazione pneumologica

AREZZO – Ogni anno, il 31 maggio, l’OMS e i partner in tutto il mondo celebrano la Giornata Mondiale senza Tabacco. L’uso del tabacco è la prima causa di morte evitabile a livello globale e attualmente è responsabile della morte di un adulto su 10 in tutto il mondo.

Domani all’ingresso dell’ospedale San Donato sarà predisposta una postazione-gazebo per la diffusione di materiali informativi e possibilità di effettuare gratuitamente la misurazione delle funzionalità respiratoria e una valutazione pneumologica specialistica (con la collaborazione di Calcit, Lilt, Aisla, Uildm, Asim).

SIAMO DI FRONTE AD UNA VERA EPIDEMIA

L’epidemia globale di tabacco uccide quasi 6 milioni di persone ogni anno, di cui più di 600.000 sono non fumatori che muoiono a causa del fumo passivo. Se non si agisce, l’epidemia ucciderà più di 8 milioni di persone ogni anno entro il 2.030. L’obiettivo della Giornata Mondiale senza Tabacco è quello di contribuire a proteggere le generazioni presenti e future non solo da queste conseguenze devastanti per la salute, ma anche dai flagelli sociali, ambientali ed economici derivanti dal consumo di tabacco e l’esposizione al fumo di tabacco.

Per quanto riguarda la Asl8,  punto di riferimento per il tabagismo sono i centri antifumo dove, presso ogni SerT di Zona, è stabilmente attiva da anni un’equipe che offre la possibilità di trattamenti di gruppo e individuali, e organizza specifica attività di sensibilizzazione e prevenzione.

IN AUMENTO LE MALATTIE RESPIRATORIE

L’ aria “sporca” che respiriamo apre la strada a tumori, asma e allergie respiratorie, broncopneumopatia cronica ostruttiva, polmoniti, malattie interstiziali del polmone, malattie della pleura e molte altre. In piu’ anche il cibo in eccesso che mangiamo con l’obesità ha fatto esplodere il problema delle malattie respiratorie durante il sonno. Per combattere queste patologie c’è una branca apposita della medicina, la pneumologia, un settore in forte evoluzione che negli ultimi anni sta avanzando in modo importante nella cura e nella diagnosi di patologie acute e croniche dell’apparato respiratorio. Basti pensare che l’aria che entra nei nostri polmoni da’ la vita per capire quanto sia importante prenderci cura del nostro respiro.

Non dimentichiamo anche che il polmone oltre a funzionare da “filtro” nei confronti dell’ambiente esterno costituisce un punto di partenza e di arrivo di malattie che possono interessare altri organi e apparati: basta pensare agli effetti del suo cattivo funzionamento in caso di insufficienza respiratoria sul cuore, fegato, reni e cervello e viceversa il danno a cui vanno incontro i polmoni in caso di malattie cardiache, immunologiche, infettive, e neurologiche: un esempio per tutti la distrofia muscolare e la SLA. Quindi, in sintesi, il polmone rappresenta una vera “bussola” per l’organismo che se alterata porta a conseguenze gravi per l’individuo. Non è a caso che le malattie respiratorie hanno raggiunto il triste primato di seconda causa di mortalità in tutto il mondo.

NUMERI DA CAPOGIRO NELLA NOSTRA PROVINCIA

Le cifre riguardanti la provincia di Arezzo parlano da soli: sono poco meno di 20.000 le persone affette da BPCO, oltre 10.000 che combattono per problemi di allergie respiratorie e altrettante per curare le malattie respiratorie correlate al sonno; poco piu’ di 500 aretini si ammalano ogni anno di tumore maligno dell’apparato respiratorio e circa 100 aretini sviluppano una malattia interstiziale del polmone. Piu’ di 700 pazienti nel 2012 sono stati ricoverati per curare un episodio di grave insufficienza respiratoria acuta, un quinto dei quali con ventilazione artificiale. Infine in ambito domiciliare, 500 aretini possono vivere solo grazie all’ossigenoterapia domiciliare e 200 aretini possono respirare collegati ad un ventilatore meccanico.

UNA PNEUMOLOGIA D’AVANGUARDIA

La Pneumologia ad Arezzo ha subito negli ultimi anni una forte crescita proprio per fare fronte alle crescenti necessità del cittadino aretino con malattie respiratorie.

Con 700 ricoveri l’anno scorso e 20.000 prestazioni esterne, oggi i ricoveri in pneumologia riguardano pazienti sempre più complessi che hanno bisogno di cure specialistiche attente ed articolate. I pazienti con difficoltà respiratorie più critiche vengono da anni gestiti con professionalità nell’unità di terapia intensiva pneumologica (Utip), vero fiore all’occhiello della struttura aretina; recentemente l’Azienda ha effettuato lavori di ristrutturazione e ampliamento degli spazi dell’area dell’Utip con un aumento dei posti letto pari a 4. In questa unità (con assistenza intermedia tra rianimazione e reparto ordinario) si pratica il monitoraggio, la ventilazione meccanica prevalentemente ma non solo non-invasiva (eseguita cioè senza intubazione), e lo svezzamento dalla ventilazione invasiva, la fisioterapia con sistemi meccanici di ultima generazione e recentemente la decapneizzazione. E’ presente un infermiere dedicato ed esperto nella cura del paziente con grave insufficienza respiratoria  e nell’uso di speciali macchinari. In questo modo si riduce la necessità di ricorrere alla rianimazione per l’intubazione e il monitoraggio più invasivo: l’obiettivo è dare un servizio utile al cittadino, ottimizzare le risorse economiche, visti i più bassi costi di degenza in Utip e nel contempo assicurare maggiore disponibilità di posti letto in rianimazione. Sono piu’ di 1000 i pazienti trattati nell’Utip Aretina che ha avuto importanti riconoscimenti scientifici.

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