Stefania Boschi scrive al presidente Rossi

Caro Presidente, Le scrivo a nome del Partito Democratico di Sansepolcro

stefaniabis

Presidente, oggi Lei è stato ospite della nostra meravigliosa terra

SANSEPOLCRO – Qui ha incontrato la forza di volontà della nostra gente, la tenacia del nostro impegno lavorativo e volontario, la bellezza della nostra creatività, la meraviglia di un territorio che apre il cuore per la sua potenza paesaggistica, culturale, economica, umana.

Che è una porta d’accesso di grande valore per la Toscana intera, un valido colpo d’occhio e una degna sintesi della Regione. Possiamo dirlo senza paura di apparire presuntuosi.

Una terra straordinaria, ma sottovalutata.

La Valtiberina non ha nulla da invidiare. Eppure paga lo scotto di trovarsi in un contesto che da sempre la mette in ombra. Si trova vicina alle super-potenze della Cultura e della Bellezza. Ma, come Lei sa, la nostra terra alla creazione di quella Cultura e di quella Bellezza da sempre collabora con i pezzi migliori. Ci piace che questo sia sempre nella mente di tutti.

Siamo una popolazione numericamente poco pesante. E, al momento, siamo suddivisi in 7 Comuni. Non sappiamo dire adesso quale sarà l’evoluzione di questa realtà territoriale. Sappiamo però con certezza che dobbiamo raggiungere una nostra unità, un’identità comune che ci renda più coesi, più forti e più amici per una causa comune: quella della valorizzazione della nostra terra.

Lei è il rappresentante istituzionale del triangolo di terra più affascinante del mondo.

Non so come ci si possa sentire a vivere questa responsabilità, ma voglio mettere l’accento sull’aspetto positivo, sull’opportunità di questa Sua condizione che Le permette di intervenire in maniera determinante.

Cosa può fare, dunque, la Regione per la Valtiberina?

Innanzitutto, non dimenticarne mai il potenziale. Non percepirla come una zona di confine sperduta in un territorio scomodo, costosa e poco capace di dare. Tenerne invece a mente lo speciale tessuto produttivo, la ricchezza ambientale, la connotazione artistica.

Noi siamo una risorsa per la Toscana.

Entro un po’ nello specifico.

-La Valtiberina ha un enorme potenziale turistico e un grande tessuto industriale, artigianale e agricolo. L’industria vanta nomi di livello internazionale, l’artigianato offre caratteri di unicità e pregio notevole, l’agricoltura sta sempre più puntando sulla qualità dei prodotti e la tutela della salute dei consumatori. Questi sono grandi valori aggiunti.

Dal suo incontro con le categorie economiche emergono le specificità alle quali è necessario metter mano.

Noi La esortiamo a prestare orecchio a queste istanze. C’è la necessità che l’imprenditoria tradizionale e i giovani imprenditori trovino strumenti per dialogare con la Regione.

La Valtiberina economica soffre innanzitutto per una rete di comunicazione inadeguata e per servizi insufficienti nelle zone industriali.

-C’è la questione della scommessa sul futuro delle nuove generazioni, disorientate e comprensibilmente sfiduciate. Noi chiediamo che il nostro territorio venga inserito in un progetto regionale per una seria formazione professionale d’eccellenza, dato che la Valtiberina ospita settori produttivi e culturali dei quali il livello e il prestigio costituiscono una dote preziosa che deve essere sfruttata anche in questo senso. Formazione e lavoro in Valtiberina possono marciare di pari passo.

-La Valtiberina è un territorio di Provincia. Siamo persone intelligenti, volenterose e brillanti e anche un po’ folcloristiche, cocciute e capricciose.

Facciamo anche tanto volontariato, sia perché siamo brava gente sia perché ci piace stare sul pezzo. Non ci mancano le idee, la progettualità.

Chiediamo alla Regione di facilitare l’accesso ai bandi regionali ed europei, che sono al momento la vera risorsa dalla quale i territori possono attingere per incrementare il proprio sviluppo.

Serve un interlocutore che agevoli l’avvicinamento ai bandi e la stesura dei progetti, che aggiorni e accompagni Imprese, Associazioni ed Enti pubblici. Questo interlocutore non può che essere la Regione.

-Ancora: i servizi. In questo periodo stiamo tutti assistendo al percorso che conduce verso una centralizzazione della programmazione e della gestione dei servizi. Questo processo di per sé contiene degli indubbi aspetti positivi poiché, soprattutto nel lungo termine, può portare all’ottimizzazione dei servizi, all’abbattimento dei costi e al profilo professionale maggiormente spiccato degli organismi che si occupano delle attività.

Ma ciò non basta a sopire le nostre preoccupazioni: la tutela dell’ambiente e dei cittadini devono sempre rimanere i cardini attorno ai quali ruotare.

Chiediamo che la Regione vigili e assicuri costantemente sui processi e che sostenga gli Enti locali a fare altrettanto. Niente speculazione, niente irregolarità, niente azzardi sulla testa delle persone e dell’ambiente.

-Il nostro è un territorio che nella sua varietà presenta però delle difficoltà logistiche, soprattutto per coloro che abitano nei Comuni montani e più isolati.

È per noi indispensabile essere coinvolti attentamente nel Servizio Sanitario Regionale: i bisogni delle zone periferiche devono trovare risposte razionali ed efficaci.

-Se si guarda l’intreccio sempre più complesso e articolato della compagine sociale, non si può non far riferimento anche ai nuovi bisogni. Anche e soprattutto in questo momento di amara crisi, una delle priorità deve essere quella di mantenere solido il tessuto della collettività, perché è proprio quando le esigenze si fanno più pressanti che i rapporti tendono a disgregarsi, a inasprirsi e rischia di emergere la parte peggiore della società.  Non ci si può lasciar vincere dalla desolazione e dallo sfacelo.

La nostra è tutto sommato una terra felice perché ci sosteniamo l’un l’altro, ma non mancano per nessuno di noi le difficoltà quotidiane che, con la penuria di prospettive per il futuro, avviliscono anche l’operato dei più volenterosi.

È preciso compito di un’organizzazione pubblica di così alto livello quello di garantire la protezione e la possibilità di affermarsi delle figure che si trovano in difficoltà. Si pensi ai disoccupati, ai precari, agli ammalati, alle persone anziane, ai bambini, agli immigrati.

La crisi non deve pesare sulle loro spalle. Chiediamo che siano garantiti quei servizi che rispondono alle esigenze delle categorie sociali più deboli.

-Una Regione come la Toscana, la prima terra al mondo a essersi espressa contro la pena di morte, deve continuare a tenere alta la testa in materia di diritti umani. Chiediamo che si continui a investire sulla promozione dei valori universali e imprescindibili, che si persista a coltivare il terreno per consentire alle personalità originali di emergere e influire positivamente sulle sorti dell’uomo; di affiancare i giovani in un processo di crescita che rischia di incepparsi a causa della mancanza di stimoli positivi; di lavorare con sempre maggior convinzione per la coesione sociale, la produzione culturale e artistica, la difesa della Bellezza e la promozione del nostro territorio nel mondo, in un’ottica di unità territoriale che non escluda le zone periferiche ma altrettanto degne di attenzione.ì

Caro Presidente, il volere della Fortuna mi ha messo in contatto con una persona che vive una condizione terribile. Perché è un ergastolano e non ha prospettiva di futuro. Lui si definisce condannato alla pena di morte viva.

Eppure, attraverso il suo dolore, trasmette una inesauribile voglia di vivere. Mi ha spedito i suoi libri, scritti in questi tanti anni di studio e isolamento, nei quali parla di speranza e di amore. Di fiducia. Di giustizia. Di volontà di intervenire sul mondo per renderlo un posto migliore.

Penso al suo esempio. A volte, attanagliati dalle difficoltà, ci facciamo prendere dallo sconforto e dalla brutta sensazione di essere impotenti di fronte al dissolversi di certezze e punti fermi.

Eppure, almeno in qualche misura, noi possiamo intervenire per migliorare il corso delle nostre vite e di quelle degli altri. Sfruttiamo questa opportunità.

Grazie Il Segretario del PD di Sansepolcro

Stefania Boschi

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